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Tra povertà e bellezza: CHARRE

Siamo qui a scrivere per condividere con più persone possibili l’esperienza forte ed impattante del nostro viaggio in Mozambico.

L’idea è partita da un desiderio di due alunne con cui già avevamo condiviso esperienze estive extra scolastiche “gratuite” e di impegno, entusiasti e desiderosi a nostra volta di esaudire questo desiderio buono, ci siamo attivati per rendere concreta questa richiesta, volendo proporre ai ragazzi, maggiorenni o quasi, non solo un viaggio in missione, ma anche una forma di impegno e costruzione dell’esperienza in maniera responsabile e personale.

Abbiamo quindi costruito, assieme ai 6 ragazzi che hanno aderito alla proposta, tutta una serie di appuntamenti e iniziative per formarci sulla situazione geo politica, sulla lingua e su varie attività di autofinanziamento (cene, tornei di burraco…) che ci hanno permesso di contenere in parte il costo molto alto del biglietto aereo.

Il viaggio in sè è durato dal 7 al 26 agosto, e, tolti i giorni legati al trasferimento, siamo rimasti 14gg nella missione delle suore francescane della Sacra Famiglia a Charre, in Mozambico.

La realtà della missione è composta dalla casa delle suore, dove attualmente vivono 3 sorelle e 2 ragazze che stanno svolgendo un periodo di esperienza, 1 casa dei sacerdoti saveriani, dove vive Don Andrea , il parroco saveriano, originario di Mantova, che vive a Charre da 13 anni, la Chiesa e 2 studentati, ovvero strutture per permettere agli studenti, le cui famiglie vivono lontane, di alloggiare vicino alla scuola superiore, uno per ragazze gestito dalle suore, e uno per maschi gestito dai saveriani; nonchè da una “scuolina”, cioè una sorta di scuola materna, per preparare i bimbi alla scuola elementare.

Durante la nostra permanenza ci era stato chiesto di aiutare nelle attività della scuolina, nel ritinteggiare le stanze dello studentato delle ragazze e coinvolgerci nelle relazioni con ragazze e bambini presenti nel villaggio e nelle strutture. Mi sento di poter dire che l’esperienza è stata estremamente positiva, sia in termini di apertura dello sguardo, della mente e del cuore: i sorrisi dei bambini, i canti delle ragazze e dei ragazzi, le risate e la condivisione con le suore, hanno lasciato in noi un segno indelebile e sicuramente ci hanno dato modo di conoscere un mondo, fatto di bellezza ma anche tanta povertà e bisogni, di cui ora ci sentiamo più interpellati a coinvolgerci e sentirci responsabili. Per quanto riguarda la mia personale esperienza, sono rimasta davvero colpita e grata dalla testimonianza di fede delle suore della missione; le “Irmas”, alcune lì a Charre da 17 anni, tutti i giorni condividono con i poveri le loro necessità, con uno stile di vita semplice, con la preghiera fedele e assidua, con modi di accogliere le persone caldi e generosi, con umiltà e con quella lucida ed autentica consapevolezza di non poter e non voler cambiare il mondo, ma solamente testimoniare la fede in Gesù che si prende cura di tutti.

Lara