LE CORDE DEL CUORE E DELL’ANIMO. Suor Emanuela

A quale strumento musicale ti paragoneresti?

A un organo, perché mi tocca le corde dell’animo. Ha diverse voci, tonalità più acute e più gravi.

Il canto polifonico mi appassiona, mi commuovo.

Ricordo nella chiesina di Lourdes a Sappada (Dolomiti) dove si cantavano i canti alpini con i cori polifonici. Il canto “Signore delle cime” mi fa sciogliere, mi tocca le corde del cuore. Sono stata sempre nelle corali delle parrocchie nelle quali prestavo servizio o che conoscevo.

I servizi che mi hanno realizzato di più nella famiglia religiosa sono stati. La musica, l’insegnamento nella scuola e la catechesi.

Il canto che parla di me in maniera particolare: “Sono Grazie” (Gen verde)

Qual’ è il personaggio biblico che senti più vicino a te?

Samuele. La chiamata ripetuta. All’inizio non comprendeva, come è successo a me, poi alla fine ha risposto sì.

Un altro personaggio che mi affascina è Rut: una straniera che ha trovato accoglienza presso il paese di origine del marito. Lei nonostante avesse perduto tutti si è adattata a questa nuova realtà senza rimpiangere il passato, cari, lei si “buttata” a rispondere con pienezza in questa nuova avventura.

Qual è il gesto di Gesù che ha toccato di più il tuo cuore?

L’imposizione delle mani sui bambini: “lasciate che i bambini vengano a me”, mi colpisce la tenerezza di Gesù, mentre tutto attorno c’è un contorno di chiasso e confusione.

Tu che leggi: In tutto questo avverti molte sensazioni di colori, di suoni, di emozioni, di pace e di armonia.

NON FERMARTI!!!

GRAZIE PER LA VITA! Suor Damiana

Il Signore mi ha raggiunta a Rocca S. Casciano.

Mi ha preso per mano in un momento doloroso della mia famiglia, segnato da povertà e malattia e mi ha condotta per tutto il mondo.

E’ riuscito a consacrarmi, a portarmi a Cesena facendomi sperimentare l’insegnamento hai bambini e poi, finalmente la partenza per l’America Latina, sono arrivata in Colombia nel 1972.

Dopo i primi anni a Cartago, scuola, parrocchia, incontro con le ragazze, sono stata a Duitama, un nuovo collegio.

Il Signore non si stanca mai di camminare e mi ha portata a Villavicencio, nuova presenza, centro educativo, tanti bambini e quindi tante famiglie, tante fatiche e molte gioie.

Il Signore, dopo 32 anni, ha di nuovo stretto la sua mano ed abbiamo ripreso il cammino.

La destinazione era nuova: Africa, Mozambico, la piccola Charre!

Si può ricominciare tutto a 65 anni? Si, quando Lui lo chiede, si può e ci si riesce.

E poi, nel 2016 ho ripreso il cammino e sono tornata a Rocca S. Casciano, dove tutto è iniziato.

Quello che mi ha sempre guidata, è stata la tenerezza di Gesù per i bambini.

Vi colgo la semplicità, il sentimento e il cuore di Gesù.

Il gesto più delicato Gesù lo riserva ai bambini.

Valorizza la piccolezza e la semplicità, Lui il creatore dell’Universo.

In questo contesto prende ancor più forza la parola: “Beati i puri di cuore”. Gesù vede l’interno e il cuore delle persone, perché dal cuore nascono le ispirazioni buone.

Chi sono io?

Una creatura di Dio, che Dio ha sempre guidato in tutti i luoghi dove sono stata.

Lì ho trovato la Sua presenza nelle persone, nelle miserie o povertà, nelle speranze e nelle sfide. Nelle varie culture, nei vari luoghi ho visto come la persona trova sempre la maniera, l’espressione di adorare Dio.

Se incontrassi Gesù ora gli direi: Grazie per la vita! per la pazienza che hai avuto, per i doni che mi ha dato, per l’esperienza missionaria.

E lo ringrazio anche per quello che mi chiede di vivere ora, oramai sono “tornata a casa” e sto vivendo nella gratitudine per tutto quello che ho potuto vivere con Lui.

IL GERMOGLIO. Suor Claudia

Come figlia degna di nobili agricoltori ho imparato col tempo a leggere nella natura le meraviglie di Dio e una certa analogia con la mia vita.

Il seme caduto in terra quando incontra intorno a sé le condizioni favorevoli e trascorso il tempo necessario comincia a germogliare. Il seme ha in sé una potenza e una forza incredibile, e il germoglio così tenero e fragile ha la forza di rompere le zolle di terra anche le più dure per uscire alla luce, e di lì tutto il suo percorso fino a dare il suo frutto.

Così è stata la mia vocazione alla vita consacrata, ad appartenere a Dio in maniera tutta speciale.  Nata e cresciuta in una famiglia religiosa e numerosa (la 4 di 7 fratelli con nonni e zia per un totale di 12 persone) Direi che sin dall’ infanzia mi sono allenata alla vita comunitaria.

Le mura della parrocchia di Martorano hanno visto gli anni belli della mia infanzia e giovinezza. Poi gli anni passano, le sorelle più grandi si sposano e proprio in quegli anni ho cominciato a chiedermi seriamente cosa volevo fare della mia vita. Poi una serie di incontri: a capo di tutto Don Giorgio Zammarchi che con la sua presenza semplice e testimonianza di uomo di preghiera, umile essenziale e carico di passione per i giovani, mi ha trasmesso questo amore per la parrocchia, e quello che ho ricevuto dalla parrocchia lo devo a lui; lo ha succeduto Don Gabriele Foschi;  poi suor Diana nel nostro gruppo e infine suor Lina. Tutta una serie di elementi questi per far si che arrivino le condizioni favorevoli di cui accennavo prima mi hanno portato un po alla volta a focalizzare il mio sguardo e la mia attenzione su Gesù, alla Croce di Gesù, il perché Gesù era finito su quel “legno”!

Tutto questo mi ha scatenato una sana inquietudine dentro e ho cominciato a frequentare di più la Parola di Dio, Gesù Eucarestia e anche le suore della Sacra Famiglia che avevo conosciuto in parrocchia e che poi ho scelto, ma in realtà è Lui, il Signore che mi ha scelta per Amore e io ho solo risposto a questo Amore.

Iniziato il cammino di consacrazione, ricordo ancora che chiesi a Madre Laura se avevano missioni in Africa, lei mi rispose che no, erano presenti in Colombia, ma di non porre limiti alla Provvidenza, “chissà magari sarai proprio tu che aprirai una missione in Africa”. Fu proprio profetica!!!

Faccio un passo indietro: l’Africa, in realtà era quel seme gettato nel mio cuore già al tempo dell’infanzia, quando l’allora  P. Giorgio Biguzzi Missionario Saveriano, tornava dalla missione in Sierra Leone e a quei tempi si facevano riunioni famigliari, in cui lui parlava della sua missione e proiettava le “antiche” diapositive. Tutte le zie e parenti seduti e noi piccoli per terra o sotto il tavolo. Non ricordo nulla di quello che disse allora, ma le immagini che proiettava e i suoi occhi carichi di passione e di amore per le persone e per quella terra sono un vivo ricordo nella mia mente, e che ha saputo trasmettere al mio cuore.

Quel seme, trascorso il tempo necessario è germogliato nel maggio 2006 in Mozambico grazie anche a P. Bruno Boschetti (Missionario Saveriano  anche lui)!!!

N.B.: GESU’ TI SOLLEVA! Suor Candida

Dopo una lunga vita vissuta con intensità, voltandosi indietro si ha la grazia di rivedere tante persone, situazioni, eventi.

Soprattutto, rivedo tanti bambini. I bambini della scuola materna, delle catechesi in parrocchia.

Tanti bambini e attraverso di loro tante famiglie hanno abitato la mia vita di consacrazione.

Quando il cammino è vissuto con il Signore, può anche essere lungo e pieno, ma rimane bello.

La compagnia di Gesù, fa scoprire la forza speciale del perdono.

Il perdono di Gesù donato all’adultera, quel perdono che non si ferma alle apparenze ma incontra il cuore.

Gesù perdona, quando vede un cuore pentito, umiliato Lui lo solleva.

Gesù ha “l’abitudine” di sollevare.  Quando Gesù rivela agli apostoli che stanno pescando e lo riconoscono.  Pietro si getta in acqua e affonda e grida al Signore, il Signore, tende la mano e Gesù lo risolleva.

NB. Quando Pietro grida aiuto e Gesù gli porge la mano, lo solleva!

Nella mia vita, tante volte ho visto come il Signore non si stanca mai di sollevare, di risollevare, bambini, famiglie, adulti.

E questo piccolo miracolo dell’amore del Signore è quello che ho sempre donato a coloro che la vita mi ha donato di incontrare

IL SIGNORE HA MESSO IL SEME NEL MIO CUORE! Suor Bianca

Ho avuto occasione di conoscere e vivere con le suore della Sacra Famiglia, quando sono stata accolta nell’Istituto per orfani di Cesena, dopo la perdita della mamma. Degli anni trascorsi con loro, ho un bellissimo ricordo. Il loro senso materno, il custodirci con affetto, anche quando facevamo delle marachelle erano sempre pronte a perdonarci.

Era un ambiente familiare e gioioso. Hanno vissuto il rapporto con noi bambine, come lo ha trasmesso la nostra Fondatrice Suor Teresa, lei ha dato inizio alla nostra Famiglia religiosa per l’educazione della gioventù, la più povera e bisognosa.

Ci ha lasciato scritto: “la salvezza delle anime è la cosa a Dio più cara e preziosa” …. “Un’anima sola vale più che non vale un mondo”, e lei si riferiva a queste anime innocenti da custodire dal male e da amare.

Io ho scoperto il grande dono della vocazione religiosa dalla visione del film “I dialoghi delle carmelitane” visto all’età di 16 anni. Il nome che io porto di suor Bianca è il medesimo della protagonista, che ho chiesto per mantenere viva la sua eroica figura perché è stata capace di scegliere il martirio per il suo Sposo Gesù.

Certamente è il Signore che ha messo il seme nel mio cuore, è Lui che mi ha scelta per essere soltanto Sua, ma le suore che mi hanno cresciuta, educata hanno certamente coltivato e custodito questo grande dono della vocazione.

Mi ha molto aiutata in questo discernimento Suor Francesca Benini che ora gode la gioia del Paradiso. Era una religiosa umile, amava intensamente il Signore, mi ha insegnato a pregare, a meditare la parola di Dio. Sono molto riconoscente del dono prezioso della consacrazione ed assicuro la mia preghiera per tutte le suore che mi hanno conosciuta, accompagnata, amata in questo cammino di scelta radicale di Gesù e di fedeltà.

ANDANDO A BALLARE CON IL FRATELLO! Suor Beatrice

Nella mia giovinezza sono cresciuta in parrocchia e oltre alla famiglia, conoscevo il parroco. Ho vissuto in famiglia e parrocchia in semplicità e contentezza.

All’età di 17 anni ho cominciato a sentire che c’era Qualcosa di più grande e che il Signore mi chiamava e mi dovevo fare suora.

A 19 anni ho bussato alla porta delle suore della Sacra Famiglia. Ho incontrato una Suor Scolastica festosa e Suor Angelica.

Sono stata da subito con le “aspirantine” ma i superiori e mio fratello maggiore non avevano molta fiducia del mio cammino, credevano rientrassi presto in famiglia. Poi vedendo che “resistevo” ho continuato la formazione come probanda e poi novizia e ora eccomi qua.

Credo che la mia vocazione sia dovuta al parroco Don Armando Moretti di Montecodruzzo, i primi battesimi che fece nella parrocchia chiedeva la grazia di vocazioni di speciale consacrazione. Sono entrata in convento senza conoscere neppure l’Ave Maria, Salve Regina, ho imparato dopo.

Ho sempre avuto il desiderio della preghiera e di vivere nell’obbedienza, in qualunque luogo e servizio mi venisse chiesto.

Chiedo al Signore che continui a custodire lo spirito di preghiera ed aumenti sempre l’umiltà e la capacità di accettare il quotidiano.

Tanti sono stati gli apostolati che ho svolto in 70 anni di consacrazione

Ora è il tempo delle visite nelle case, in particola modo agli anziani, così poveri e semplici e a chi ha necessità e bisogni.

Un desiderio rimasto sempre vivo, è quello della missione.

AVEVO UNA SCINTILLA E IL DESIDERIO DI FAR CONOSCERE GESU’! Suor Angelina

Sono nata ai tempi di Angelina Pirini, Azione Cattolica…ecc..

Ho sentito molto forte la vocazione battesimale che ha molte chiamate: la consacrazione, la catechesi, l’annuncio, l’insegnamento e il servizio.

In questa scia di chiamate è arrivata anche la vocazione all’anzianità.

Tutto è in diminuzione, dal fisico alla psiche e pare che tutti si “abbassi” che tutto diminuisca, ma si potenzia l’anima, la presenza del Signore, spende di più Cristo. Se tutto si abbassa emerge Cristo. Sta crescendo il bisogno di contemplazione, della preghiera di lode, di ringraziamento e di intercessione per la Chiesa e per il mondo…. Per questa storia così carica di sofferenza. Sto vivendo l’autunno della persona, dove frizza il vino nuovo in otre nuovo. Danza fra lampade accese e vasi colmi di olio.

Spesso ho visto nel re Davide, la capacità di gestire le situazioni difficili, con la fionda, con la semplicità, la normalità facendo riferimento sempre a Dio. Di Davide mi piacciono i salmi, la preghiera, il rivolgersi a Dio con intimità, con consapevolezza della propria fragilità.

Il mistero pasquale, l’ultima cena è da dove è scaturita la mia vocazione!

Ho conosciuto le suore della Sacra Famiglia grazie al parroco di Sala (Monsignor Giuseppe Marchi) che era il padre spirituale di Suor Desideria e confessore delle suore. Aveva molta stima delle suore e da lì il passo a conoscerle è stato breve.

Il servizio che mi ha realizzato maggiormente è stato l’insegnamento della religione a Brisighella e il lavoro in parrocchia.

All’inizio della mia vocazione, da bambina, c’è stata questa scintilla e desiderio di fare conoscere Gesù ai bambini che si erano allontanati creando iniziative e attività per attirarli all’oratorio e questo ho cercato di fare tutta la vita.

CHIAMATE NELLA CHIAMATE. Suor Angela

  • Che parola di Dio senti o hai sentito con piú forza nella tua vita?

I salmi.

Le parole dei salmi quando invocano Dio sottolineando  “il Signore é mia forza e mia roccia”. Sono parole capaci di confortami e di farmi riconoscere che la vita, “la mia vita non protei farla” da sola.

In particolare il salmo 23 “Il signore é il mio pastore”… lo leggo ed in quelle parole mi abbandono sempre di più. E’ il salmo che credo di aver pregato di piú nell mia vita…

  • Quale missione particolare hai sentito che il Signore ti ha affidato nella tua vita?

La prima, é stata la chiamata che il Signore mi ha fatto a lui.

Poi la famiglia religiosa mi ha chiamata a svolgere in modo partilare due servizi.

L’insegnamento ai bambini delle scuole elementari, per 20 anni in Italia e poi, la formazione alla vita religiosa in Colombia, per 30 anni.

Ho cercato sempre di far conoscere Gesù e, quale modo migliore di fare con gioia la sua volontà ovunque ci conduce?

Sia ai bambini che alle giovanni. Far conoscere e condivedre la gioia e l’impegno della sequela, della risposta, della conformazione della vita al Signore.

  • Che significa per te essere consacrata?

Per me significa esere di Dio! Amare Lui, servire Lui e, con Lui andare dai fratelli.

É la consacrazione di tutto il mio essere, di tutta la mia vita, di tutti i miei giorni.

  • Cosa ha significato per te la missione in Colombia?

Il tempo, la vita trascorsa in Colombia mi ha donato tanto…mi aiutò a crescrere nella consacrazione, mi aiutò ad amare i poveri, mi aiutò ad “inculturarmi”. E… suor Angela senza Colombia non sarebbe suor Angela.

  • Cosa hai imparato dai baimbini e dalle giovani?

Dai bambini, ho imparato la semplicita, la sinceritá e la spontaneitá.

Con le giovani ho imparato a rimanere giovane nello spirito, a rimanere piú viva e piú generosa.

NEL CONTO DI DIO! Suor Andreina

75 anni di consacrazione!

A quale fiore ti paragoneresti?

A una margherita perché è semplice, è un fiorellino che lo trovi dappertutto. Non ha tanti colori, pochi petali però belli.

Qual è il gesto di Gesù che ha toccato di più il tuo cuore?

Il gesto che Gesù ha con l’adultera. A me piace molto perché lei deve aver sofferto tanto. Il peccato c’è, ma Gesù fa presto a perdonare, basta che sia vero quello che dici e non tanto per dire, ma se lo dici col cuore….

Qual è il personaggio biblico che ti affascina di più? Maria Maddalena, perché è stata perdonata da Gesù.

Il servizio che ho svolto per più tempo nella famiglia religiosa è stata la gestione economica generale dell’Istituto…. per 28 anni!

Quando andavo nelle comunità guardavamo insieme i conti se andavano bene o meno…. Ci facevamo delle risate!!!

In alcune comunità i conti tornavano in altre no. Ricordo che in una comunità dove c’era molta povertà, miseria, la superiora (suor Leonilde) molto simpatica si faceva delle risate…. E diceva che andava bene anche così!!!

E i conti con Dio tornano?

Dipende …….se hai fatto una carità a una persona bisognosa il Signore li fa tornare tutti.

Ora che ho 96 anni non faccio niente…. Solo qual cosina, in guardaroba; andrà nel conto di Dio.

Tante volte, in questi 75 anni di consacrazione, mi ha guidata la “decisione” di s. Paolo, la precisione delle sue lettere, la sua sicurezza su Gesù. Mi piace la sua schiettezza.

Suor Agostina

IL SEGRETO DELLA FELICITA? … LA VOLONTA’ DI DIO! Suor Agostina

75 anni di consacrazione!

Cinquant’anni della mia vita consacrata, li ho trascorsi in cucina.

Quando ho iniziato, non sapevo fare nulla, ero novizia e da quel momento non sono più uscita.

L’ho fatto volentieri, sono stata bene e non tornerei indietro.

Ho cercato di fare la volontà di Dio e questo mi dava pace.

A volte è stato un po’ difficile perché ero un po’ impegnata e presa dai lavori (come Marta) e forse a volte ho trascurato il mio Sposo.

Non ho trascurato mai la preghiera…. non potevo e non volevo mai andare a riposare senza aver vissuto i miei momenti di preghiere.

La ricetta che mi veniva chiesto con più desiderio era il “latte brulé”.

Ora invece la ricetta che vorrei regalare a tutte e tutti è questa: “dovremmo fare sempre la volontà dei superiori”, che poi è la Volontà di Dio.

Un ingrediente fondamentale di questa ricetta è la preghiera, poi di conseguenza viene il resto, perché il Signore ti sussurra nel cuore, ti ispira e ti dona serenità.

Mi ha sempre commosso pensare al dono che Gesù ha fatto della sua vita in croce. Il Suo esseresi donato senza riserve.

Tante volte, in questi 75 anni di consacrazione, mi ha guidata la “decisione” di s. Paolo, la precisione delle sue lettere, la sua sicurezza su Gesù. Mi piace la sua schiettezza.

Suor Agostina