Rapido Duitama! Suor Fany

L’idea della vocazione religiosa è nata il 6 luglio del 2000 nel tempo delle vacanze dal lavoro. Ero ragioniera da 11 anni, e all’età di 29 anni come qualcosa di inatteso arrivo un’idea un po’ folle.

Sinceramente non aveva senso pensare alla vita consacrata, perché mancavano pochi mesi al matrimonio, in più sono una persona molto indipendente ed ero certa di non poter fare i voti e di riuscire a vivere in una comunità. Avevo tutte le ragioni per credere che quell’idea non aveva senso ma allo stesso tempo mi dava un profondo sentimento di gioia e pienezza.

Ma ecco alcuni dettagli in più della storia:

“Era un periodo di crisi, dove stavo per accettare di sposarmi ma questo non era quello che desideravo veramente. Pensavo che Dio esisteva e che poteva aiutarmi ma di fatto non volevo ascoltarlo. Ma Lui, non so spiegare come, mi ha portato al convento delle domenicane di Santa Caterina di Siena (Duitama). Una monaca di clausura mi ha accolto, mi ha ascoltato e abbiamo parlato dell’amore di Dio. Mi ricordo queste parole: “Pensa a ciò che ha vissuto Lui, l’unico fedele, che ti guarda con occhi di misericordia.” Da questo momento ho incominciato ad avere un po’ più di luce e qualche giorno dopo incontrai le suore del “Cortijo” (suore francescane della Sacra Famiglia).

È incominciato così un tempo di speranza e redenzione che si avvicinava a me attraverso l’incontro con queste suore. Per grazia di Dio ho avuto varie conversazioni aperte e trasparenti su di me. Ricordo: la tenerezza dello sguardo di suor Fernanda, le parole che richiamavano la chiamata alla conversione di suor Eletta, l’abbraccio affettuoso di suor Daniela (in visita in Colombia), il sorriso della giovane Chiara; che furono per me gesti e segni dell’affetto di Dio.

Viaggiai verso Bogotà per andare a conoscere la comunità formativa e vedere come vivevano le suore. Conoscevo bene Bogotà, perché mi piaceva andare in giro per comprare abiti e altro. Quando arrivai alla casa, mi accolsero con sorpresa perché non fu una visita annunciata e non sapevano del mio arrivo. Ricordo che c’erano suor Angela, suor Catia e alcune novizie. Del giorno passato con loro ricordo una conversazione fatta di domande e risposte, e una partita a pallacanestro, nella quale fui marcata a vita con una cicatrice su un dito.

Durante il periodo di discernimento mi sono resa conto che lasciare il mio lavoro, il mio fidanzato, i miei amici, la mia famiglia, le mie sicurezze era una grande grazie che mi rendeva più libera. Ero libera di scegliere la via della consacrazione, ero libera di scegliere anche se il mondo mi diceva che era meglio altro, ero libera di scegliere tra cose buone. È per questa libertà, che oggi, sento che Dio mi ama come figlia e che Lui non si stanca di stupirmi con le suore vie che non sono come le nostre vie. Come dice il salmo 115: “Cosa renderà al Signore per quanto mi ha dato?”

È da 18 anni che cammino in questa strada. Ho molto per cui ringraziare il Signore, la fondatrice Maria Teresa Lega, ogni sorella e tutte e persone con cui sto condividendo il carisma. Ho vissuto molti momenti stupendi e meravigliosi che Dio ha desiderato donarmi, insieme a momenti più difficili. Credo che ogni uomo cerca di amare ed essere amato. La vita non ha senso senza amore! Dio mi ha chiamato per vivere al suo fianco, per condividere gli interessi del Regno ed è questo che da senso alla mia vita consacrata.

La idea de una vocaciòn religiosa surgio un 6 de Julio del 2000 en el tiempo de vacaciones laborales, me desempenaba como auxiliar contable por 11 anos; emocionante increible, una locura algo que me tomaba por sorpresa a mis 29 anos algo inexperado. Sinceramente no tenia mucho sentido para mi estaba a pocos meses de formalizar una relaciòn (matrimonio) y pensar hacerme consagrada ? Nunca habia conocido a nadie en tal situaciòn y que desperdicio de tantos esfuerzos !!.Ademàs soy muy independiente;seguro que no podia hacer los votos: Pobreza,Castidad y obediencia y vivir en comunidad con otras mujeres.Si me estaba dando todo tipo de razones por las que todo esto no tenia sentido, pero al mismo tiempo tenia un profundo sentimento de alegria y plenitud.

Podran leer algo del inicio y de la continuidad:

 “En un periodo de periferia existencial de mi vida, donde formalizar una relaciòn no era lo mas adecuado ni lo que verdaderamente yo deseaba  y donde pensaba que Dios pudiese existir y pudiera ayudarme de hecho no queria sentirlo hablar, no se como El mismo me ha llevado al convento de las Dominicas de Santa Catalina de Siena (Duitama), una monja de Clausura me recibio y me hablo del amor de Dios y luego de escucharme me dijo: “Pese a las circunstancias que vives El es el unico fiel y que te ve con ojos de misericordia”….Y asi  gracias a ellas empece haber un poco de luz en mi vida.Este fue el momento que Dios permitio para que al otro dia conociera a las hermanas del Cortijo (Instuto Lega Hermanas de la sagrada Familia).Un tiempo donde reconozco la virtud de la esperanza y el valor de la redenciòn  a traves de las hermanas. Este dia tuve una conversacion muy abierta y trasparente de mi ser y hacer. Dios hace verdaderos milagros y conmigo continua  haciendolos recuerdo: la mirada de ternura de sor Fernanda,  la escucha y palabras de llamada hacer un camino de conversion por parte de Sor Electa,El abrazo de afectuoso de Sor Daniela(que por este tiempo estaba de visita en Colombia), la sonrisa de la joven Clarita fueron signos y  gestos caricia de Dios.

Pasaron dos dias y decido viajar a Bogota a conocer la casa de formaciòn para ver como vivian las hermanas S.F. (despues de superar muchos peros por parte de sor Electa ).A la llegada a la capital que por cierto conocia porque con frecuencia me gustaba ir a  pasear y a comparar ropa y reloj. Me recibieron con sorpresa digo asi, pues nadie unos dias antes habia oido hablar de una joven de Duitama que iba hacer una visita que todavia continua, las novizias de ese entonces y las hermanas sor Angela y Sor Catia recibieron a la joven extrana que habia llegado a la casa de Duitama y que ahora estaba con ellas en Bogotà, el 8 de Julio transcurre un tiempo de conversaciòn preguntas y respuestas  luego me dispongo para jugar un hermoso partido de baloncesto que jamas olvidare pues una de las hermanas “Moralitos”me marco en el juego con una pequena herida en el dedo menique, al mirar mi dedo ahora esta cicatriz es la que me permite hacer siempre memoria de mi llegada al convento.    

Al dicernir la vocaciòn me di cuenta de que era libre al poder dejar en cierto modo mi trabajo, mi novio, mis amigos,mi familia mi seguridad economica, alfin y al cabo todo esos son regalor recibidos. y elegir un compromiso como consagrada; libre para elegir algo a pesar de lo que “el mundo”considera mejor,libre de elegir una cosa entre otras buenas es por ello que celebro que soy una hija muy querida de Dios y que El nunca se cansa de darme oportunidades LOS CAMINOS Y DESIGNIOS DE DIOS NO SON LOS NUESTROS como dice el Salmo 115 : Como pagare al Senor todo el bien que me ha hecho y me continua haciendo.

Hace 18 años que estoy ! Tengo mucho que agradecer a Dios por este camino que Él me regaló, a nuestra fundadora Maria Teresa Lega y cada hermana de la congregaciòn y a las personas con quienes he compartido mi servicio apostolico porque sin ellas no tendria sentido un carisma.

 Sin duda he vivido muchos momentos maravillosos, estupendos, grandiosos, que Dios me ha concedido. He pasado por momentos difíciles a lo largo de mi formación Y consagraciòn Considero que todo hombre busca amar y ser amado. ¡La vida no tiene un sentido sin el amor! Dios me conquistó y me llamó para vivir a su lado, para compartir sus intereses del Reino, y es eso lo que da sentido a mi vida religiosa.

Fany cordon  (Alias rapido Duitama)

CON AMORE COME UNA MAMMA COL SUO BAMBINO! Suor Edvige

A quale fiore ti paragoneresti?

Alla rosa perché ha molto profumo e quando mi avvicino al Signore mi dà il senso di essere una persona profumata vicino a Lui. Però ci sono anche le spine, ma Lui mi aiuta a superarle ocn il suo amore e la sua misericordia che è sempre grande.

Qual è il gesto di Gesù che ha toccato di più il tuo cuore?

Il perdono all’adultera perché vedo che anche nella mia vita qualunque cosa faccia se mi rivolgo a Lui….è sempre pronto a perdonarmi e amarmi come prima.

Qual è il brano del Vangelo che più fa vibrare il tuo cuore?

Quando il Signore dice: “Senza di me non potete fare nulla”. Ecco, anche io vedo che senza di Lui non posso fare niente e devo stare attaccata alla Roccia che è il Signore.

Cosa ti ha colpito delle suore della Sacra Famiglia quando le hai conosciute?

Mi ha colpito in quasi tutte la bontà particolare che avevano quando ero bambina e ci educavano all’amore del Signore. Suor Fortunata in particolare essendo in un tempo di miseria forte lasciava il suo cibo per darlo a noi bambine povere.

Quale servizio svolto ricordi con più affetto e gioia?

A Sala di Cesenatico con le bambine orfane e piccole (3-4 anni) alla notte le assistevamo e le custodivamo a turno con amore come una mamma col suo bambino.

Cosa consiglieresti o suggeriresti per la vita?

Scegli il Signore, Lui non ti abbandonerà mai e la tua vita sarà sempre felice. Nelle prove Lui ti sa risollevare sempre.

“TUTTO UN ESERCIZIO DI AFFETTO”. Suor Vincenza

Gesù mi piace!

Mi piace!

Me lo vedo questo giovane a Nazareth, la sua mansuetudine, la bellezza divina che rivelava il suo volto. Immagino come lo ammiravano e lo invidiavano.

Mi piace perché vedo che Lui ha uno sguardo che non mi perde di vista nonostante tutto!

Non mi ha perso mai di vista in questi 98 anni.

Poi immagino Pietro e mi fa una grande simpatia, perché lo vedo rozzo nel suo essere e, così fine nei suoi sentimenti per Gesù.

Nelle sue lettere Pietro manifesta attenzioni che altri non hanno, ha dell’affetto fine e grande con Gesù.

E poi Gesù mi piace anche perché è anche capace di indignarsi. Lo fa addirittura due volte.

E nel tempio, a scacciare con le cordicelle la gente che fa mercato e si indignò quando gli allontanano i bambini. 

In tanti anni di vita consacrata, il servizio che ricordo con affetto, ma forse perché l’ho fatto con affetto, è stato nella formazione, quando aiutavo Suor Desideria in noviziato.

Ricordo le ragazze che venivano con i loro problemi, desideri, le loro “battaglie”, era tutto un esercizio di affetto e tutt’ora, alla mia bella età, continuo a prendermi cura delle “battaglie” delle sorelle, ancora le porto nel cuore e lo faccio con affetto.

Invece il servizio che ho svolto per maggior tempo, 18 anni, è stata la guida del Pensionato “Sacra Famiglia” a Brisighella, dedita alla cura delle suore anziane, alle anziane ospiti nei momenti più difficili della loro vita.

Un servizio portato avanti con tanta attenzione per chi viveva un momento importante della vita, la fragilità dell’anzianità.

UN CLIMA FAMILIARE. Suor Teresina

Anche se ho 90 anni e tanti problemi di memoria, ricordo ancora molto bene quando a 9 anni sono andata in orfanotrofio a Matelica. Era piccolo, con poche bambine e mi sono trovata bene per il clima familiare.

Lì ho conosciuto le suore della Sacra Famiglia.

Sembra che la malattia abbia guidato i passi della mia consacrazione.

Avevo terminato di frequentare la scuola di infermiera ed il corso di ostetricia ed ero oramai pronta per partire ma improvvisamente è arrivata la visita di un carcinoma.

L’itinerario è cambiato, dopo la cura e la guarigione sono emersi problemi cardiaci e così ho trascorso la mia vita a Firenze e a Roma, nei pensionati universitari.

Ho cercato di accogliere le ragazze con la stessa attenzione e cura con cui avrei svolto altri servizi in altri luoghi della terra e, ne sono stata felice. In tanti modi, piccoli e semplici ho cercato di gettare i semi della presenza bella del Signore nella vita e nella storia delle ragazze che abbiamo accolto.

Era sempre un incontro importante, perché venivano da città lontane, per la prima volta si separavano dalla famiglia ed iniziavano la loro carriera universitaria. Accoglierle, ascoltarle, aspettarle sembrano gesti semplici, ma sono stati strumenti importanti di dono, di vicinanza e di incontro.

Ma per riuscire ad accogliere ed accompagnare bene le ragazze, ho sempre avuto la necessità di poter dedicare tempi prolungati alla preghiera.

Preghiera che mi ha fatto incontrare sempre di più la bellezza e la grandezza della misericordia del Signore.

Quando Gesù accoglie i peccatori, non li rimprovera, lui accoglie chi ha sbagliato e chi ha peccato.

Ecco la misericordia semplice e concreta del Signore.

Pietro, lui sentiva il fascino di Gesù, ma si sentiva anche peccatore: “Signore allontanati da me perché sono peccatore!”. Ecco anche io sono peccatrice e me lo sento molto vicino e non l’allontano.

 “Venite a me voi tutti…” Sono le parole che sgorgano dal suo cuore pieno di amore, amore per noi.

Amore per me.

MARIA ASCOLTA SEMPRE!!! Suor Mattia

Il 2018, è stato un anno giubilare!!!
Ho potuto ringraziare il Signore per i 60 anni di consacrazione della mia vita.

L’inizio della mia vita non è stato semplice. La separazione dalla famiglia alcuni anni di collegio.

Successivamente poi l’incontro con le Suore della Sacra Famiglia.

Il desiderio della consacrazione in me era già vivo e forte, ma sono una persona introversa e timida e sentivo la necessità di un contesto accogliente, semplice, che mi accogliesse con la mia timidezza.

Dal secondo anno di noviziato, ho fatto esperienza di servizio nella cucina della fraternità e, “non sono più uscita”. Era un servizio che mi piaceva molto, e l’ho svolto sempre volentieri e con altre consorelle, in diverse fraternità, particolarmente numerose.

Era frequente poi che a suonare il campanello della cucina fossero diversi fratelli e sorelle che avevano necessità di portare a casa qualcosa da mangiare. Sapevano che potevano suonare e sapevano che qualcosa avrebbero ricevuto.

La nostra specialità, era il gelato fatto in casa, le sorelle lo chiedevano spesso, erano un po’ “golosette”.

Nel servire le sorelle, mi ha sempre fatto compagnia la figura di Maria.

Era tanto umile e piccola ed è diventata così grande nella fede. E poi, la mamma di Gesù, ascolta sempre, ascolta tutti.

Tanti sono i momenti in cui mi sono sentita ascoltata da Maria e, dalla misericordia di Gesù.

Se oggi posso guardare con gratitudine i 60 anni di consacrazione della vita al Signore, è perché la sua misericordia mi ha sempre sostenuta e accompagnata, mi ha mantenuta fedele e perseverante.

LODE A LUI SEMPRE! Suor Marta

I colori delle foglie negli alberi in autunno mi fanno impazzire di meraviglia, riflettono il sole, cambiano a seconda della coltivazione conclusa, risentono della posizione degli alberi a cui appartengono ed in mezzo ad alberi di sempreverdi.

Ammirando questo panorama alla finestra della mia stanza, penso alla mia vita di cristiana consacrata, alla mia vita di discepola di Gesù nella fraternità delle Suore Francescane della Sacra Famiglia.

“perché lo fai? aspetta” mi diceva mia mamma quando manifestai, a 20 anni, il mio desiderio- decisione di consacrarmi.

“Le mensilità da dodici diventeranno quindici, per il lavoro che stai facendo” le parole del mio capo …

Sono lontani ricordi che mi portano, oggi, superata la settantina, a leggere i segni della presenza di Dio nella mia risposta, che è continuata sempre “in frontiera”.

Sia per l’esperienza spirituale di incontro con Lui, che dei servizi apostolici a cui sono stata chiamata e mandata.

La mia vita? “Un ospedale da campo in trasferta” nei deserti delle situazioni, per il tempo in cui sono giunta alla fraternità e che sono poi continuati nel tempo.

Ognuno di noi è un mistero d’incroci di strade diverse, incontro di volti e di storie non sempre decifrabili.

Oggi, se dovessi racchiudermi in una parola, direi “Missione”, perché essa ha rappresentato lungo i vari servizi negli anni, la mia costante: dalla scuola, alla pastorale ordinaria nelle varie latitudini del mondo, alla tappa della malattia.

Se sto condividendo questo, è, per Grazia di Dio, e per dirla con Papa Francesco “io sono una Missione “.

Lode a Lui sempre !!!

LA FORZA DELLA CHIAMATA. Suor Laura

A quale fiore ti paragoneresti?

La Rosa: è bella da vedere e profumata, all’interno conserva tutta la sua fragranza, “l’ humor” poi man mano che passano i giorni si apre un po’ alla volta e dona il suo profumo alla vita.

Qual è il gesto di Gesù che ha toccato di più il tuo cuore?

Il gesto al cieco nato: Gesù gli tocca gli occhi e gli ridona la luce che per me è vita nuova.

Qual’ è il brano di Vangelo che più fa vibrare il tuo cuore?

Quando Gesù passa vicino a Matteo (tutto intento a fare il suo lavoro) gli dice: Seguimi! Ho sempre davanti agli occhi il quadro del Caravaggio dove Gesù gli punta il dito e con lo sguardo che parla e dice: Seguimi! Levi quasi dubbioso rivolge il dito contro di sé e un po’ incerto: Ma proprio io? E’ proprio qui la forza della chiamata!

Qual’ è il personaggio biblico che ti affascina?

Pietro perché nella sua spontaneità, irruente ma nello stesso tempo è docile, umile e riconosce i suoi limiti. “Tu lo sai Signore che ti amo”…. Quella sincerità che gli fa dire questo. E’ una bella figura.

Che cosa ti ha colpito delle suore della Sacra Famiglia quando le hai conosciute?

Fino a 16 anni non avevo mai conosciuto le suore. E nel momento che le conobbi mi ha colpito la dedizione e bontà con le bambine. Mi hanno assunto nel lavoro del laboratorio di cucito. Da Suor Serafina ho imparato l’amore a Gesù, l’amore alla Fondatrice, Madre Teresa, lei l’aveva conosciuta personalmente, mi raccontava molte cose della fondatrice e mi disse di pregarla per la mia scelta vocazionale.

Mi aveva dato una pagellina, con alcune preghiere e mentre ritornavo a casa la leggevo e pregavo.

Me la sono sentita tanto vicina, ricorrevo a lei spesso, era come una guida che non mi lasciava, fino al giorno del mio Si definitivo.

Qual è quel servizio nella famiglia religiosa che ricordi con più affetto e gioia?              

Sono stati i cinque anni vissuti in Colombia, perché mi sono trovata in mezzo a gente semplice e gioiosa. Ho vissuto questo: la gente ci apprezzava tanto in qualsiasi cosa facessimo, ho potuto esprimere tutta me stessa nella gioia e serenità.

LA MEDICINA MIRACOLOSA? UN GESTO DI AMORE. Suor Francesca

Il desiderio della consacrazione è rimasto nel mio cuore per diverso tempo.

La famiglia ed il contesto non dava la possibilità di realizzare questa mia scelta di vita fino a quando con molta decisione lascia la famiglia.

Già da tempo era avvenuto l’incontro con le suore della Sacra Famiglia, un incontro che mi ha aiutata a fare una scelta chiara anche se traumatica per la famiglia di origine.

Il cammino formativo si è concluso con la scuola di infermeria. La cura dei malati è stato il servizio che sempre di più mi ha avvicinata all’amore del Signore.

Gesù che è amore e da tutto il suo amore e la sua vita per il bene nostro.

Il lavoro di infermiera lo svolto prima in ospedale, poi in un piccolo ambulatorio in Colombia, a Duitama, dopo il rientro dalla Colombia, nella cura delle sorelle più “grandi” della nostra famiglia.

Nel servizio a Duitama, ho lasciato un po’ del mio cuore.

Ho realizzato un ambulatorio per i più poveri, ho incontrato tanta gente e la potevo aiutare soprattutto grazie ai farmaci che arrivavano dall’Italia. Le medicine italiane erano “miracolose”.  Ricordo un episodio simpatico: avevo dato ad una signora alcune medicine arrivate dall’Italia e dopo un certo tempo quando la incontrai le chiesi come stava, mi rispose che le medicine le facevano bene ed erano efficaci, la curavano anche solo nel tenerle sul comodino.

Un altro episodio che mi ha toccato il cuore è stato trovare, un mattino vicino al cancello di casa, una bimba neonata con ancora il cordone ombelicale. Immaginate che tuffo al cuore ho avuto. Presi “quel fagottino” e lo portai in casa, dopo avergli dato i primi soccorsi e le prime cure ho chiamato i servizi sociali del posto.

E’ stata una bambina fortunata, ha avuto una famiglia buona, le vogliono molto bene.

Poi ha continuato a venirci a trovare, l’ho vista crescere e continuiamo ad essere una parte della sua famiglia.

Ora Giovanna Teresa è una bella ragazza, fidanzata, felice.

La cura del corpo dei fratelli e delle sorelle l’ho sempre considerato come una preghiera, perché il nostro corpo, è il “tabernacolo” della presenza del Signore in noi.

La presenza del Signore rende sacro il nostro corpo ed ogni cura ed attenzione è per la sacralità della vita delle persone.

Per questo una delle medicine che fa più guarigioni, è un gesto d’amore.

“AI PIEDI DI GESU”, BELLO RIMANERE IN QUESTO ATTEGGIAMENTO! Suor Emilia

Qual è il gesto di Gesù che ha toccato di più il tuo cuore?

Quando Gesù da la Sua pace ai discepoli, “pace a voi” ai discepoli dopo la sua risurrezione.

Mi piace perché da la Sua Pace e questo dice tutto.

Qual è il brano di Vangelo che più fa vibrare il tuo cuore?

Maria (sorella di Marta) che sta ai piedi di Gesù in ascolto della Sua Parola perché è lì, ai Suoi piedi che si ascolta la Parola di Dio e questa è una cosa molto bella, rimanere in questo atteggiamento!

Qual è il personaggio biblico che ti affascina di più?

Samuele perché da piccolo, quando sente la chiamata di Dio e lui ancora non conosceva il Signore, va dal profeta Eli pensando fosse lui a chiamarlo…. la storia la sapete!! Comunque lui per 3 volte paziente e ubbidiente dopo essersi sentito chiamare va da Eli…. Mi colpisce la sua ubbidienza e calma.

Che cosa ti ha colpito delle suore della Sacra Famiglia quando le hai conosciute?

Provengo da una famiglia molto religiosa e ho cominciato a pregare fin da piccola. Ho conosciuto le suore quando mi preparavo per la Prima Comunione.  Poi il passo è stato breve… dopo la morte di mio padre ho iniziato il cammino della formazione.

Qual è quel servizio nella famiglia religiosa che ricordi con più affetto e gioia?

Soprattutto ricordo il pensionato a Ravenna, vi ho trascorso 39 anni e, sono stata molto bene.

Accompagnare, accudire gli anziani che non sono più autonomi, che non riescono a muoversi, mi tocca proprio il cuore, e li servo con cura e dedizione e quando posso e riesco, nonostante la mia età, 89 primavere, lo faccio tutt’ora, con le sorelle.

LE CORDE DEL CUORE E DELL’ANIMO. Suor Emanuela

A quale strumento musicale ti paragoneresti?

A un organo, perché mi tocca le corde dell’animo. Ha diverse voci, tonalità più acute e più gravi.

Il canto polifonico mi appassiona, mi commuovo.

Ricordo nella chiesina di Lourdes a Sappada (Dolomiti) dove si cantavano i canti alpini con i cori polifonici. Il canto “Signore delle cime” mi fa sciogliere, mi tocca le corde del cuore. Sono stata sempre nelle corali delle parrocchie nelle quali prestavo servizio o che conoscevo.

I servizi che mi hanno realizzato di più nella famiglia religiosa sono stati. La musica, l’insegnamento nella scuola e la catechesi.

Il canto che parla di me in maniera particolare: “Sono Grazie” (Gen verde)

Qual’ è il personaggio biblico che senti più vicino a te?

Samuele. La chiamata ripetuta. All’inizio non comprendeva, come è successo a me, poi alla fine ha risposto sì.

Un altro personaggio che mi affascina è Rut: una straniera che ha trovato accoglienza presso il paese di origine del marito. Lei nonostante avesse perduto tutti si è adattata a questa nuova realtà senza rimpiangere il passato, cari, lei si “buttata” a rispondere con pienezza in questa nuova avventura.

Qual è il gesto di Gesù che ha toccato di più il tuo cuore?

L’imposizione delle mani sui bambini: “lasciate che i bambini vengano a me”, mi colpisce la tenerezza di Gesù, mentre tutto attorno c’è un contorno di chiasso e confusione.

Tu che leggi: In tutto questo avverti molte sensazioni di colori, di suoni, di emozioni, di pace e di armonia.

NON FERMARTI!!!