Perchè abita il mio buio. Suor Daniela

Perché abita il mio buio

La vita è proprio una bella avventura!

E quando si cerca di viverla accanto al Signore, diventa proprio una storia interessante.

Perché vivo accanto al Signore?

Perché lui ha sempre abitato il mio buio.

Nei momenti di freddo, di solitudine, quando le faticose vicende della vita sembravano incomprensibili, Lui c’era.

In qualche maniera, era presente.

Nei momenti in cui non riuscivo a trovare parole per esprimere lo stupore e la gioia che stavo vivendo, Lui non era lontano e, quando la vita ha richiesto impegno, responsabilità, dono, non si è fatto attendere.

Tanti sono stati i modi con cui il Signore mi ha raggiunta,

molte le mediazioni, differenti i linguaggi ma sempre ha abitato la mia vita.

L’ha riempita o l’ha svuotata?

Non saprei dire se l’abbia riempita o svuotata, ma di certo la abita.

Non è un abitante rumoroso e neppure scomodo.

Come inquilino è imprevedibile,

come amico è fedele,

come amante è sempre misericordioso.

Come compagno è profondamente attento.

Sa condurti dove tu non avresti mai immaginato di poter arrivare.

È capace di trasformarti, con amore e, quando è necessario con forza.

È capace di spostare i tuoi confini. Un suo difetto, è proprio di non avere tanti confini o limiti.

Purtroppo ho molte preferenze, i più piccoli, i fragili, i deboli.

I confusi e i poveri di risorse, di possibilità, di opportunità.

Gli spaventati e gli impauriti.

A Madre Teresa, piaceva tanto chiamarlo Redentore.

Lei ci ha inventate per correre, raggiungere ogni persona sulla terra, per dire che Gesù, con amore, ha dato la sua vita proprio per lei.

Come i supereroi?

No, di più!

Come colui che è capace di abbracciare tutto di una persona e della sua vita. Abbraccia anche il brutto, perché sempre vede ed intravede il bene che verrà dal sentirsi amati, dal desiderio di essere migliori per stare con Gesù. Stare con Gesù è una favola?

No!!! È una bella storia.

Una storia di cui non conosci il finale perché è lui che conduce.

“ERANO FELICI!” Suor Rosanna

A quale fiore ti paragoneresti?

La margherita, perché é sempre presente, la trovo sempre dappertutto.

Qual’ il gesto di Gesù che ha toccato di più il tuo cuore?

Tutti i momenti dove Gesù ha perdonato!!

Qual è il brano del Vangelo che più fa vibrare il tuo cuore?

E’ quello che dice:” Siate benedetti dal Padre mio”, perché é bello essere benedetti.

Qual è il personaggio biblico che ti affascina?

Pietro, perché é sincero, non dice le bugie, ma le cose vere. Quando una persona é sincera ha detto tutto.

Che cosa ti ha colpito delle suore della Sacra Famiglia quando le hai conosciute?

Il loro carisma, erano felici!!

Qual è il servizio svolto che ricordi con più affetto e gioia?

A Modigliana facevo il catechismo in parrocchia e lavoravo nell’asilo, mi piaceva molto stare con i bambini. Quando ero giovane superavo tante cose, anche la fatica che ci voleva. 

GRAZIE! Suor Martha Lucia

Sono Martha Lucia Chingatè Acosta, da 19 anni sono suora francescana della Sacra Famiglia. Sono nata in un paesino della regione del Cundinamarca che si chiama Une, qui circondata dalle montagne ho mosso i miei primi passi nella fede.

La mia famiglia non è molto credente, però c’è impressa nella mia memoria la testimonianza della fede del mio nonno, che sempre pregava la Vergine Maria prima di dormire, e fin dalla giovinezza le chiedeva di non morire per una malattia lunga e Dio glielo ha concesso. La sua costanza, perseveranza e amore continuano ad essere un segno per la mia vita.

A scuola c’erano degli incontri con un sacerdote, mi piaceva molto partecipare e mettevo impegno nel catechismo, ma lo facevo soprattutto perché il sacerdote ci regalava delle medaglie e delle immaginette religiose. Nel frattempo però cresceva in me anche l’interesse per la Parola di Dio che mi aiutava a vedere la realtà con uno sguardo diverso.

Nel tempo dell’adolescenza questo interesse si è affievolito e avevo più interesse per gli amici e le vanità. Finita la scuola, però, la presenza di Dio si è fatta di nuovo forte attraverso la realtà, nella povertà delle persone che soffrono, nelle persone che vivono per la strada, nei giovani, nei bambini e negli anziani. C’era in me un dolore profondo, una ricerca di Dio, portava a Lui quelle situazioni di dolore e chiedevo per quelle persone che potesse arrivare qualcuno ad aiutarle. Pregavo anche perché altri non incominciassero a prendere la strada della droga.

Quello che io gli chiedevo Dio lo ha ascoltato. Con il tempo ho ricominciato a leggere la Bibbia e ad andare a messa, sentivo che Dio mi chiamava a prendermi cura di quei fratelli ma io non volevo ascoltarlo, non volevo farmi religiosa.

Poi all’università ho conosciuto le suore della Sacra Famiglia. Grazie all’insistenza di suor Angela e suor Catia che continuavano a chiedermi: “Quando vieni?”, sono andata a conoscere la comunità e poi sono entrata in convento.

Sono molto felice di essere entrata in questa famiglia religiosa nella quale Dio mi ha chiamato. In questo tempo non sono riuscita a togliere qualcuno dalla strada ma sono riuscita ad evitare che alcuni ci finissero; come dice la nostra Madre Fondatrice Maria Teresa Lega “una anima solo vale più che il mondo intero”, ed è questo che vale per l’eternità e davanti a Dio.

Soy Martha Lucía Chingaté Acosta, llevo 19 años en la comunidad religiosa “Hermanas Franciscanas de la sagrada Familia”

Nací en un pueblo de Cundinamarca llamado Une; allí rodeada por las montañas di mis primeros pasos en la fe.

Mi familia es poco comprometida con la fe, pero hubo algo que marcó mi vida y permanece en mi memoria y es el testimonio  de mi abuelito, porque él oraba siempre a la Virgen María  antes de dormir y aunque era joven le pedía a Dios que en  el momento de su muerte no tuviera una enfermedad muy larga en cama y así Dios se lo concedió. Su constancia, perseverancia y amor continúan siendo un signo en mi vida.

En el colegio nos llevaban por grados a encontrarnos con el sacerdote, me gustaba participar mucho de la catequesis y era muy aplicada pero, porque el Padre nos regalaba medallas e imágenes de Dios, pero en medio de este interés, también fue creciendo en mí el gusto por la palabra de Dios que me llevaba a analizar las situaciones de la realidad  con su luz.

Con el paso del tiempo este impulso de niña quedo en el olvido, ya de adolescente Dios no me interesaba porque me gustaba la vanidad y los amigos. Cuando terminé el bachillerato nuevamente volví a sentir la presencia de Dios en la  realidad, en la  pobreza de aquellos que sufren, sobretodo me dolía tanto ver a las personas abandonadas en la calle, a los jóvenes, los niños y ancianos cuando podía les colaboraba, pero en mí existía un dolor profundo, una búsqueda de Dios con el cuál dialogaba y le pedía que los ayudará, que enviara a alguien que tuviera la posibilidad  de sacarlos de la calle y que evitara que otros tantos se perdieran en los vicios.

Mi oración fue escuchada por Dios, claro que  yo no quise aceptar su voluntad aunque algo empezó a cambiar en mí, mi libro favorito fue la Biblia, quise regresar a la misa, pero cuando me decían que por mi forma de vida, tenía cara de religiosa, yo decía con mucha incredulidad ¡NO!, pero fueron tantas la insistencias, que el Señor me condujo por último  a la universidad y allí conocí a las hermanas, había varias comunidades pero me sentí bien con esta por su sencillez y alegría, y así ingresé aunque ,si Sor Ángela y sor Catia no hubieran sido tan firmes al preguntarme ¿Cuándo es que vas a venir?, creo que lo hubiera seguido pensando por más tiempo.

Soy muy feliz de haber ingresado a esta familia religiosa a la que Dios me ha llamado, tal vez en mi vida a ninguno he podido rehabilitar de la calle, pero si he podido evitar que muchos resulten en la calle, porque considero que el legado de Madre Teresa Lega, si tiene un valor en la eternidad y que una sola alma que se salve de perecer en los vicios, vale mucho más para Dios y para nuestra humanidad.

“Cantare por siempre las misericordias del Señor”. Suor Diana

¡Hola!  (Estoy a la izquierda de la foto) Me presento, me llamo Diana Milena Alzate F., soy de un pueblo pequeño Alcalá (Valle); y soy religiosa de la Sagrada Familia.

Mi historia, o, mejor dicho, la historia de Dios conmigo, viene entretejida con otras muchas historias, en primer lugar, la historia de mis padres, Ely y Lucia. Soy la tercera de cuatro hermanos. De mis padres aprendí a rezar, a asistir a la Eucaristía los domingos, los sacramentos, el valor del perdón, el sentido de la fidelidad, los valores cristianos y tantas otras cosas que también hoy sigo recibiendo de ellos, pues nuestros padres, gracias a Dios, siempre ejercen su misión con nosotros por mucho que hayamos crecido.

Este ambiente fue propicio para que, al invitarme Dios a su seguimiento, pudiera responder afirmativamente, pues, sin saber muy bien a dónde me llevaría, ya tenía yo la certeza de que Dios no quita nada, sino que abre los horizontes más allá de nuestra perspectiva humana y nos da mucho más de lo que podemos soñar.

Son muchas las personas y circunstancias de las que Dios se sirvió para llevarme a la vida religiosa franciscana. Antes que nada, junto con mis padres, mis hermanos, y el ejemplo de las religiosas de mi colegio.  En ellas (las hermanas) pude conocer de primera mano lo que es una comunidad de cristianos: “es comunidad viva, vibrante, enamorada de Jesús, frágil y pecadora, pero con la mirada puesta siempre en Él; desde siempre la devoción a María Santísima me acompañó.

Entré a formar parte de esta nueva familia religiosa en 1992; hice mis primeros votos en 1996, hace 23 años. Nunca soñé que llegaría a ser una hermana, quienes me conocían parientes y personas cercanas me llamaban “Sor Sorpresa”. Mi historia es única, como la de cada una, no es que conocía mucho de la vida religiosa, aunque estudié mis últimos años de bachiller con Religiosas, pero no había cercanía, ni simpatía para dar este paso.

Mi vida  considero que era como la de cualquier  joven de mi época: “trabajadora, alegre, deportista, humorista, sociable, recochera”, sin embargo,  empecé a experimentar el deseo de algo más, y a tener la certeza que Dios me llamaba a vivir de un modo particular como hermana.

Dios me llamó a compartir la  formación con otras jóvenes que en medio de nuestras travesuras, nos sentíamos en casa y atraídas por la vida comunitaria y la oración. Es esta la base común que me da esperanza para el futuro: “Dios nos llama y nosotros respondemos con todo nuestro corazón”. Aunque nuestros números estén disminuyendo, estamos aquí, llamadas por Dios para amar y servir a su pueblo con gran pasión.

En estos años de consagración he aprendido tanto del testimonio de las hermanas de Colombia, Italia y Africa; he experimentado en su compañía la vida entregada a Dios, sin tiempo propio, siempre disponible, visitando a las familias, gastando el tiempo con los jóvenes y los niños…vidas partidas para que otros tuviesen vida. Una suave y firme certeza se ha ido forjando en mi corazón: ¡Dios me quiere así! Entregada, partida, rota, enamorada toda de Él para ser por Él, a través de María, todo para los demás. En esta historia Dios se ha hecho presente de una forma maravillosa.

A ti que lees este testimonio, déjate sorprender por Él, ponte a la escucha de Jesús, ¡vale la pena!, te lo aseguro. Me siento muy honrada de estar aquí, y tan feliz de dar esperanza, aunque a veces las dificultades nos hacen desacomodarnos y volver a comenzar.  ¡Es Verdad! como hermanas  hemos elegido un camino que nos ofrece cada día muchos desafíos, pero llegamos a nuestras comunidades con la fe puesta en Dios, para orar juntas, para trabajar y para servir.

Admiro a las mujeres que están de pie junto a mí en la vida religiosa hoy en día.

“Estamos aquí y damos testimonio del amor que Dios tiene por el mundo”.       

   Hna. Diana

“MI HAI SEDOTTO, SIGNORE…”. Suor Bernarda

Mi Vocación nació en el vientre de mi madre: desde niña  recuerdo que ella me decía que admiraba a las hermanitas. Agradezco a mis padres y mis hermanos que me enseñaron a tener temor de Dios y a crecer espiritualmente con valores y formación cristiana.

Hubo un tiempo que pensé en ser monja contemplativa, pensaba en alejarme de tanta maldad y corrupción, sin entender muy bien el significado de la vida consagrada.

Por un tiempo olvidé todo lo que pasaba por mi mente, pero volví a sentir ese llamado que es difícil de explicar y preguntaba: ¿Señor qué quieres de mí? Más adelante en un retiro descubrí  la presencia de Dios en mi vida y comprendí de nuevo que el Señor me llamaba a la vida consagrada pero aún no sabía dónde. Luego el Señor me hizo  conocer la comunidad cuando era madre general sor Vincenza, quien me acogió para hacer las etapas del aspirantado y postulantado en Duitama en 1981. En el año 1982, junto a dos compañeras dimos el paso al noviciado, el cual se desarrolló en Italia junto a Catia y Antonietta. Nuestra maestra formadora fue sor Angela hasta nuestra primera profesión en el año 1985, cuando en una ceremonia muy especial, dije al Señor para vivir “en castidad, pobreza  y obediencia… mediante vuestra ayuda fraterna”… estas palabras han resonado siempre en mi interior, con la confianza de que cuando creo desfallecer, tengo siempre la ayuda de mi fraternidad.

En 1985 regresamos a Colombia para continuar con la formación en el período del juniorado, contando con hermanas como sor Damiana y sor Martha Ventrucci que dieron lo mejor de sí para ofrecernos una formación integral. En el año 2001, junto a Gloria Marlen, mi compañera de camino, hicimos nuestra profesión perpetua, en la parroquia San José Obrero de Cartago. En el año 2010 hemos celebrado nuestras bodas de plata, que fue un momento muy especial para mi vida espiritual.

Si me preguntaran ¿cuál de estas fechas ha sido la más importante? Yo diría que todas porque cada una es inolvidable y todas han dejado huellas en mi vida.

Finalmente quiero decir que hay un signo con el cual me identifico y es la imagen de un tronco viejo y seco con buena raíz, porque cada día es una lucha continua por dejar que el Señor haga su obra en mí y haga de esa raíz el centro de mi vida que es Cristo, quien dona alegría y frescura a mi existencia.

QUE DETALLE SENOR HAS TENIDO CONMIGO! Suor Chiara M.

QUE  DETALLE  SENOR  HAS  TENIDO CONMIGO…. “che attenzione, premura, Signore hai avuto con me…”  ve ne siete mai accorti come sia veramente vero questo? Anche nei momenti più grigi/bui !!!!  

Credo che questo  sia il tesoro che il Signore mi ha fatto riconoscere e che vorrei seguire fino ad entrarci dentro!

GRAZIE… alla mia mamma, nonna, famiglia tutta che mi hanno nutrito di pane e Gesù e hanno accolto, non senza qualche resistenza le strade intraprese da ciascuno dei  figli .

FRATELLI : è uno dei doni più geniali che Dio ha inventato, quelli che sono arrivati prima, quelli che sono arrivati dopo,quelli che sono scout per sempre,  quelli inaspettati e quelli che incontro oggi alla porta. Vale anche per SORELLE  naturalmente, che poi sono l’allenamento alla Sacra Famiglia del cielo.

Vorrei imparare a guardare persone e cose non “dall’alto” di me ma dallo sguardo di Dio; vorrei ALLEGGERIRMI di tutto quello che non solleva la mia e altrui umanità ; vorrei imparare l’aria del cielo mentre sono qui …

Abisso di felicità! Suor Lina

La mia è una storia abitata da tante sorelle che mi hanno aiutato e che ancora lo stanno facendo soprattutto con la loro testimonianza. Gli episodi iniziano dagli anni del collegio, a Cesena e che hanno segnato il mio cammino spirituale quando una suora mi ha fatto conoscere Gesù regalandomi il vangelo, che io non avevo mai avuto tra le mani e avviandomi alla preghiera.

Papa Francesco nell’ultima esortazione apostolica,“gaudete et exultate” dice:”Chiedi sempre allo Spirito che cosa Gesù si attende da te in ogni momento della tua esistenza e in ogni scelta che devi fare. E permettigli di plasmare in te quel mistero personale che possa riflettere Gesù Cristo nel mondo di oggi”(GE. 23). Soprattutto: “Voglia il Cielo che tu possa riconoscere qual è quella parola, quel messaggio di Gesù che Dio desidera dire al mondo con la tua vita” (GE n24).

Determinanti per me sono stati i punti luce che hanno non solo illuminato la mia vita e che fino ad ora mi accompagnano con il loro splendore e la loro forza.

Inizio da un canto del Gen rosso: T’ho trovato, sì t’ho trovato Signore, ti ho cercato e t’ho trovato Signore: ti ho sentito palpitare nel silenzio di una chiesa, nel respiro di una folla che ti ama … ti ho trovato nella gioia … Ti cerco e spesso ti trovo , nel dolore …In qualsiasi dolore sei tu che mi vieni a visitare, sono io che ti rispondo: eccomi Signore, eccomi Signore .…”

Successivamente la scritta su una immaginetta mi ha marcato, è stata ed è ancora forza e luce nella vita:”Essere amati da Dio, che abisso di felicità..”

Nel Maggio 1972  (novizia del II anno) trascorsi una notte in ospedale per vegliare il babbo e aprendo la bibbia lessi:”Chi dice di rimanere in lui, deve anch’egli comportarsi come Lui si è comportato.”1 Gv 2, 6) E’ mi dissi: bello, prezioso e determinante, ma ce la farò?. Signore aiutami!

Poi ricordo spesso quanto Madre Giuditta B. mi ripeteva , ma che subito non ho capito:”Ciò che ti è di più caro offrilo al Signore, se non vuoi perderlo”(cfr Gen 22)

Sono seguiti alti e bassi, slanci e cadute: quello che però non mi ha mai abbandonato è stata la fiducia in Gesù e nel Suo AMORE che  sempre si è manifestato nella Sua palpabile  e rocciosa fedeltà.

Nel 1982 ho scritto il mio eccomi:

Un fremito di paura!Lasciare, potare, spogliarsi di tutto ciò che non sei Tu!

E’ la tua parola che taglia; è la tua parola che spoglia, , è la tua parola che dà forza .

E tu inesprimibile PRESENZA mi sei accanto e teneramente mi incoraggi al dono!

Via, via tutto semplicemente; vuoi che oggi semplicemente goda della Tua presenza, gusti alla tua ombra il tuo Amore che si fa misericordia, tenerezza e perdono!

Poi “T’ho trovato, Signore, nel respiro di una folla che ti ama …”(1996-2014).

“Lasciati trasformare, lasciati rinnovare dallo Spirito, .. e così la tua preziosa missione non andrà perduta. Il Signore la porterà a compimento anche in mezzo ai tuoi errori e ai tuoi momenti negativi, purché tu non abbandoni la via dell’amore e rimanga sempre aperto alla sua azione soprannaturale che purifica e illumina” (G.E 24).

Questi sono stati anni luminosi, anni impegnativi, anni di fatica , ma anche di consolazione e soddisfazione per la collaborazione offerta da tante sorelle e di altre persone che la provvidenza ha posto nel mio cammino

Nel 2014, all’inizio del  capitolo generale, due segni hanno illuminato la nuova tappa di vita: mani giunte e una piccola zolla di terra sulla quale era spuntato un nuovo germoglio.

Cosa mi volevano dire? Senz’altro il primo mi invitava ad ascoltare Dio nella preghiera; il secondo mi chiamava a un cambio radicale di vita e ad un nuovo inizio. Non è stato facile individuare ed iniziare un nuovo cammino per “permettere a Lui di plasmare quel mistero personale che possa riflettere Gesù Cristo nel mondo di oggi”. (G.E n 23) “Signore, cosa vuoi che io faccia in questa nuova tappa della vita?

Ricevere la foto di quel verde germoglio mi ha fatto capire che il cammino non termina mai , che Lui ha bisogno di noi fino alla fine e ci accompagna con la sua grazia e il Suo Amore:”essere amati da Dio che abisso di felicità …”

“DESDE SIEMPRE TU”. Suor Sindy

Si tuviera que describir en una palabra mi camino de consagración, mi vida con el Señor… diría TERNURA, es el sentimiento y la manera como siento que Él me ha tratado, con la cual ha entrado en mi vida desde niña, paso a paso con detalles delicados y sencillos que fueron atrapando mi corazón… Años después me cautivo la vida de Francisco de Asís y así mismo la vida sencilla, alegre, transparente de las hermanas que me hicieron conocer la comunidad… el rostro sereno de sor Fernandita, la alegría de sor Gloria, la tranquilidad de sor Anita.

Desde entonces han pasado algunos años y la vida me ha sorprendido con tantas cosas maravillosas, me ha sorprendido con tantos regalos, con tantas alegrías, con el amor de tantas personas, con tantas experiencias nuevas, me ha sorprendido también con el dolor… pero me ha sorprendido mucho más el Señor que como el primer día no deja de hacerse sentir con ternura, no deja de hacerme sentir que en cualquier momento y en cualquier situación es siempre Él que sostiene, que acaricia, que calienta el corazón… porque siempre ha sido Él!

Entonces dando una mirada a mi vida puedo decirle a Jesús: “DESDE SIEMPRE TU”.  Y por eso comparto estos versos escritos días antes de mi primera profesión religiosa en el año 2006… para decirle al Señor que desde siempre ha sido él, ha estado él!

Cuando apenas germinaba la vida ya estabas Tú,
como tierna brisa que el rostro acaricia,
como suave susurro que al oído llega, 
como inquietante misterio que toca la vida.

Y han pasado los años y sigues estando,
como tierna brisa, como suave susurro,
como inquietante misterio.

Y pasarán los años y seguirás estando,
me seguirás buscando, 
me seguirás llamando,
me seguirás amando.
Y pasará la vida,
y amando seguiré intentando 
que sigas estando.

IL SIGNORE E’ BUONO E MISERICORDIOSO! Suor Giacinta

Qual è il brano del Vangelo che più fa vibrare il tuo cuore?

Il figlio prodigo sperpera tutto, ma quando ritorna c’é il Padre li pronto ad accoglierlo di nuovo. Questo mi fa pensare quanto il Signore é buono e misericordioso con noi e soprattutto con me.

Che cosa ti ha colpito delle suore della Sacra Famiglia quando le hai conosciute?

Ricordo ancora che il mio confessore mi consigliò di andare a lavorare dalle suore di S. Caterina… ci rimasi 9 anni facendo vari servizi, mi ero un po’ affezionata, ma non era scattato in me quella scintilla che mi faceva decidere della mia vita. Poi conobbi le suore della Sacra Famiglia e fui accolta a braccia aperte. Mi colpì tanto l’accoglienza che ricevetti insieme alla semplicità e giovialità. In quelle circostanze decisi di voler appartenere al Signore in quella famiglia religiosa.

Qual è il servizio svolto che ricordi con più affetto e gioia?

Il lavoro nel laboratorio di scarpe (per 5 anni), con le ragazze l’ho fatto con passione e amore. Poi il servizio di infermiera negli ospedali, mi piaceva stare con gli ammalati e gioivo quando si riprendevano.

STARE CON I BAMBINI MI FACEVA STARE BENE! Suor Celina

Sono vissuta in una famiglia molto religiosa leggendo libri sacri, rimasi colpita dai primi cristiani martiri:   “guardate come si amano” . Mi sono sempre sforzata su questo aspetto, di dare il buon esempio.

Fino a 13 anni ho vissuto in casa ho frequentato le suore di un altro istituto…. dal loro esempio ho imparato l’accoglienza, il dialogo, “erano tutte di Dio” e questo mi attirava molto. Avevano inventato le gare del catechismo e altre attività con l’ Azione Cattolica.

Vedendo le suore nella vita del quotidiano, nella semplicità e soprattutto “erano felici”, é scattato in me il desiderio di consacrarmi al Signore. Ho conosciuto le suore della Sacra Famiglia attraverso due bambine che studiavano dalle suore e anche loro aspiravano alla vita religiosa.

Ricordo con più affetto e gioia il lavoro nella scuola materna che ho iniziato da novizia ed ho portato avanti fino a quando ho potuto a causa della salute. Lo stare con i bambini mi faceva stare bene, mi sentivo a mio agio e stavano bene anche loro. Ho fatto tutto con gioia e senza risparmio, e sono stata contenta di servire i più piccoli, i prediletti di Gesù.

In quale figura della Sacra Scrittura sei ritornata durante il corso della tua vita ?

S. Paolo, gli Atti degli Apostoli, lì dove ho sempre incontrato la pratica del Vangelo che fa conoscere proprio Gesù.  Il suo apostolato nella predicazione per far conoscere Gesù.

In quale immagine ti senti più rappresentata?

In un fiore, la viola, perché é quella che sta nascosta, ma emana un grande profumo. Ho preso spunto dalla viola per la mia vita nell’umiltà.