N.B.: GESU’ TI SOLLEVA! Suor Candida

Dopo una lunga vita vissuta con intensità, voltandosi indietro si ha la grazia di rivedere tante persone, situazioni, eventi.

Soprattutto, rivedo tanti bambini. I bambini della scuola materna, delle catechesi in parrocchia.

Tanti bambini e, attraverso di loro, tante famiglie hanno abitato la mia vita di consacrazione.

Quando il cammino è vissuto con il Signore, può anche essere lungo e pieno, ma rimane bello.

La compagnia di Gesù, fa scoprire la forza speciale del perdono.

Il perdono di Gesù donato all’adultera, quel perdono che non si ferma alle apparenze ma incontra il cuore.

Gesù perdona, quando vede un cuore pentito, umiliato Lui lo solleva.

Gesù ha “l’abitudine” di sollevare.  Quando Gesù rivela agli apostoli che stanno pescando e lo riconoscono, Pietro si getta in acqua e affonda e grida al Signore, il Signore, tende la mano e Gesù lo risolleva.

Quando Pietro grida aiuto e Gesù gli porge la mano, lo solleva!

Nella mia vita, tante volte ho visto come il Signore non si stanca mai di sollevare, di risollevare, bambini, famiglie, adulti.

E questo piccolo miracolo dell’amore del Signore è quello che ho sempre donato a coloro che la vita mi ha donato di incontrare

IL SIGNORE HA MESSO IL SEME NEL MIO CUORE! Suor Bianca

Ho avuto occasione di conoscere e vivere con le suore della Sacra Famiglia, quando sono stata accolta nell’Istituto per orfani di Cesena, dopo la perdita della mamma. Degli anni trascorsi con loro, ho un bellissimo ricordo. Il loro senso materno, il custodirci con affetto, anche quando facevamo delle marachelle, erano sempre pronte a perdonarci.

Era un ambiente familiare e gioioso. Hanno vissuto il rapporto con noi bambine, come lo ha trasmesso la nostra Fondatrice Suor Teresa, lei ha dato inizio alla nostra Famiglia religiosa per l’educazione della gioventù, la più povera e bisognosa.

Ci ha lasciato scritto: “la salvezza delle anime è la cosa a Dio più cara e preziosa” …. “Un’anima sola vale più che non vale un mondo”, e lei si riferiva a queste anime innocenti da custodire dal male e da amare.

Io ho scoperto il grande dono della vocazione religiosa dalla visione del film “I dialoghi delle carmelitane” visto all’età di 16 anni. Il nome che io porto di suor Bianca è il medesimo della protagonista, che ho chiesto per mantenere viva la sua eroica figura perché è stata capace di scegliere il martirio per il suo Sposo Gesù.

Certamente è il Signore che ha messo il seme nel mio cuore, è Lui che mi ha scelta per essere soltanto Sua, ma le suore che mi hanno cresciuta, educata hanno certamente coltivato e custodito questo grande dono della vocazione.

Mi ha molto aiutata in questo discernimento Suor Francesca Benini che ora gode la gioia del Paradiso. Era una religiosa umile, amava intensamente il Signore, mi ha insegnato a pregare, a meditare la parola di Dio. Sono molto riconoscente del dono prezioso della consacrazione ed assicuro la mia preghiera per tutte le suore che mi hanno conosciuta, accompagnata, amata in questo cammino di scelta radicale di Gesù e di fedeltà.

ANDANDO A BALLARE CON IL FRATELLO! Suor Beatrice

Nella mia giovinezza sono cresciuta in parrocchia e oltre alla famiglia, conoscevo il parroco. Ho vissuto in famiglia e parrocchia in semplicità e contentezza.

All’età di 17 anni ho cominciato a sentire che c’era Qualcosa di più grande e che il Signore mi chiamava e io dovevo rispondere!

A 19 anni ho bussato alla porta delle suore della Sacra Famiglia. Ho incontrato una Suor Scolastica festosa e Suor Angelica.

Sono stata da subito con le “aspirantine” ma i superiori e mio fratello maggiore non avevano molta fiducia del mio cammino, credevano rientrassi presto in famiglia. Poi vedendo che “resistevo” ho continuato la formazione come probanda e poi novizia e ora eccomi qua.

Credo che la mia vocazione sia dovuta al parroco Don Armando Moretti di Montecodruzzo, i primi battesimi che fece nella parrocchia chiedeva la grazia di vocazioni di speciale consacrazione. Sono entrata in convento senza conoscere neppure l’Ave Maria, Salve Regina, ho imparato dopo.

Ho sempre avuto il desiderio della preghiera e di vivere nell’obbedienza, in qualunque luogo e servizio mi venisse chiesto.

Chiedo al Signore che continui a custodire lo spirito di preghiera ed aumenti sempre l’umiltà e la capacità di accettare il quotidiano.

Tanti sono stati i servici che ho svolto in 70 anni di consacrazione

Ora è il tempo delle visite nelle case, in particolar modo agli anziani, così poveri e semplici e a chi ha necessità e bisogni.

Un desiderio rimasto sempre vivo, è quello della missione.

AVEVO UNA SCINTILLA E IL DESIDERIO DI FAR CONOSCERE GESU’! Suor Angelina

 Sono nata dopo la morte della Serva di Dio Angelina Pirini, offerta vittima per la gioventù di Azione Cattolica.

La mia parrocchia era un centro di spiritualità e fervore apostolico secondo i canoni dell’Azione Cattolica. Ho sentito forte la vocazione battesimale, ascoltando gli scritti di Angelina e godendo della testimonianza delle ragazze Delegate. On questo clima è germogliata la vocazione alla vita consacrata. Ho conosciuto le suore della Sacra Famiglia grazie al mio parroco (Mons. Giuseppe Marchi) ch era il padre spirituale di suor Desideria e confessore delle suore. Stimava molto le Suore e di lì il passo a conoscerle è stato breve.

L’inizio della mia vocazione c’è stato il desiderio forte di far conoscere ed amare Gesù ai bambini, che si erano allontanati dalla parrocchia creando iniziative , attività per attirarli all’oratorio. Questo ho cercato per tutta la vita.

Ho vissuto la consacrazione nella gioia e nel servizio apostolico dell’insegnamento, nella scuola parificata della Sacra Famiglia, nella catechesi, nel Centro Vocazioni, ricordo e custodisco gli anni di insegnamento della religione a Brisighella ed il lavoro in parrocchia e le relative realizzazioni di campi scuola, di ritiri etc.

Ora vivo la vocazione all’anzianità. Tutto è in diminuzione in me, attorno a me,ma si potenzia la presenza del Signore.

Se tutto si abbassa, emerge Cristo, dall’autunno della persona frizza il vino nuovo con il desiderio forte di vita consacrata rinnovata.

CHIAMATE NELLA CHIAMATA. Suor Angela

  • Che parola di Dio senti o hai sentito con piú forza nella tua vita?

I salmi.

Le parole dei salmi, quando invocano Dio, sottolineano  “il Signore é mia forza e mia roccia”. Sono parole capaci di confortami e di farmi riconoscere che la vita, “la mia vita non potrei farla” da sola.

In particolare il salmo 23 “Il Signore é il mio pastore”… lo leggo ed in quelle parole mi abbandono sempre di più. E’ il salmo che credo di aver pregato di piú nell mia vita…

  • Quale missione particolare hai sentito che il Signore ti ha affidato nella tua vita?

La prima, é stata la chiamata che il Signore mi ha fatto a Lui.

Poi la famiglia religiosa mi ha chiamata a svolgere in modo particolare due servizi.

L’insegnamento ai bambini delle scuole elementari, per 20 anni in Italia e la formazione alla vita religiosa in Colombia, per 30 anni.

Ho cercato sempre di far conoscere Gesù e, quale modo migliore di fare con gioia la sua volontà ovunque ci conduce?

Sia ai bambini che alle giovanni, far conoscere e condividere la gioia e l’impegno della sequela, della risposta, della conformazione della vita al Signore.

  • Che significa per te essere consacrata?

Per me significa essere di Dio! Amare Lui, servire Lui e, con Lui andare dai fratelli.

É la consacrazione di tutto il mio essere, di tutta la mia vita, di tutti i miei giorni.

  • Cosa ha significato per te la missione in Colombia?

Il tempo, la vita trascorsa in Colombia mi ha donato tanto…mi ha aiutato a crescrere nella consacrazione, ad amare i poveri, ad “inculturarmi”.

E… suor Angela senza Colombia non sarebbe suor Angela.

  • Cosa hai imparato dai baimbini e dalle giovani?

Dai bambini, ho imparato la semplicita, la sinceritá e la spontaneitá.

Dalle giovani ho imparato a rimanere giovane nello spirito, a rimanere piú viva e piú generosa.

NEL CONTO DI DIO! Suor Andreina

75 anni di consacrazione!

A quale fiore ti paragoneresti?

A una margherita perché è semplice, è un fiorellino che lo trovi dappertutto. Non ha tanti colori, pochi petali però belli.

Qual è il gesto di Gesù che ha toccato di più il tuo cuore?

Il gesto che Gesù ha con l’adultera. A me piace molto perché lei deve aver sofferto tanto. Il peccato c’è, ma Gesù fa presto a perdonare, basta che sia vero quello che dici e non tanto per dire, ma se lo dici col cuore…

Qual è il personaggio biblico che ti affascina di più?

Maria Maddalena, perché è stata perdonata da Gesù.

Il servizio che ho svolto per più tempo nella famiglia religiosa è stata la gestione economica generale dell’Istituto…. per 28 anni!

Quando andavo nelle comunità guardavamo insieme i conti se andavano bene o meno…. Ci facevamo delle risate!!!

In alcune comunità i conti tornavano in altre no. Ricordo che in una comunità dove c’era molta povertà, miseria, la superiora (suor Leonilde) molto simpatica si faceva delle risate…. E diceva che andava bene anche così!!!

E i conti con Dio tornano?

Dipende …….se hai fatto una carità a una persona bisognosa il Signore li fa tornare tutti.

Ora che ho 96 anni non faccio niente…. Solo qualcosina, in guardaroba; andrà nel conto di Dio.

IL SEGRETO DELLA FELICITA? … LA VOLONTA’ DI DIO! Suor Agostina

75 anni di consacrazione!

Cinquant’anni della mia vita consacrata, li ho trascorsi in cucina.

Quando ho iniziato, non sapevo fare nulla, ero novizia e da quel momento non sono più uscita.

L’ho fatto volentieri, sono stata bene e non tornerei indietro.

Ho cercato di fare la volontà di Dio e questo mi dava pace.

A volte è stato un po’ difficile perché ero un po’ impegnata e presa dai lavori (come Marta) e forse a volte ho trascurato il mio Sposo.

Non ho trascurato mai la preghiera…. non potevo e non volevo mai andare a riposare senza aver vissuto i miei momenti di preghiere.

La ricetta che mi veniva chiesto con più desiderio era il “latte brulé”.

Ora invece la ricetta che vorrei regalare a tutte e tutti è questa: “dovremmo fare sempre la volontà dei superiori”, che poi è la Volontà di Dio.

Un ingrediente fondamentale di questa ricetta è la preghiera, poi di conseguenza viene il resto, perché il Signore ti sussurra nel cuore, ti ispira e ti dona serenità.

Mi ha sempre commosso pensare al dono che Gesù ha fatto della sua vita in croce. Il Suo esseresi donato senza riserve.

Tante volte, in questi 75 anni di consacrazione, mi ha guidata la “decisione” di s. Paolo, la precisione delle sue lettere, la sua sicurezza su Gesù. Mi piace la sua schiettezza.

Suor Agostina

Sulle orme di suor Teresa…

Quella domenica non sapevo se indossare le scarpe da ginnastica per affrontare un cammino a piedi alla volta di Modigliana. Non sapevo cosa aspettarmi dalla proposta di Suor Alessandra e Suor Ornella. Pensavo solo a quanto potesse essere lungo il tragitto, se dovessi percorrere molta
strada in salita o sperare che fosse per lo più in pianura e se ce la facessi a camminare a lungo sotto il sole e con quel caldo. Inoltre non sono mai stata un tipo “sportivo” e, dunque, la domanda più spontanea che è sorta in me è stata: perché mettersi in cammino?
Ho deciso di andare!
Quel pomeriggio non sono mai stata sola: mi sono venuti a prendere i miei amici per, poi, ritrovarci con le suore e gli altri compagni di marcia. Infine, alla sera, siamo stati accolti nel convento di Modigliana dalle suore che ci hanno aspettato lì.
Al termine del nostro cammino mi sono sentita grata per i testimoni di ieri, come Madre Teresa Lega, e di oggi, i miei compagni di cammino sulle orme di Madre Teresa e sui passi della mia quotidianità. Un piede dopo l’altro ho ripensato agli incontri che Dio mi ha permesso e continua a darmi l’occasione di fare, alle persone che hanno reso e rendono la presenza di Gesù viva nella mia esistenza anche quando la distrazione non mi fa comprendere fino in fondo l’amore che mi circonda.
Percorrere le orme di Madre Teresa Lega mi ha dato la possibilità di pensare all’incontro con l’altro come ad una forte spinta a mettermi sempre in gioco, o meglio in cammino, e non rimanere ferma sulle mie posizioni e convinzioni.
Fare un passo dopo l’altro con i testimoni di questo pomeriggio mi ha ribadito che il limite più grande che possiamo porci è rinchiuderci in noi stessi. L’amore per gli altri, per il dono della nostra vita e l’amicizia sono i valori aggiunti per cui vale la pena mettersi in cammino.
Passo dopo passo ho potuto osservare anche la strada e, nel momento in cui ho alzato lo sguardo, mi sono resa conto della bellezza del creato. La fatica della salita e il caldo non sono svaniti, ma ciò che mi ha dato forza è stato guardare i miei testimoni, ciò che mi ha fatto alzare lo sguardo è stato cantare, pregare, parlare e condividere il sentiero con gli altri.
Incontrare, osservare, contemplare, ovvero camminare a piedi con dei testimoni ad accompagnarmi mi fa capire che la meta da raggiungere è sempre un passo più avanti rispetto al traguardo a cui penso di essere arrivata.
Un autore ha scritto che Dio cammina a piedi …ecco perché mettersi in cammino anche senza scarpe da ginnastica. Il tempo del cammino è il più prezioso. La bellezza dell’incontro con Gesù negli altri è “l’esperienza viva di quanto il viaggio sia a volte più importante della sua destinazione”
(“Giuseppe siamo noi” di J. Dotti e Don M. Aldegani).

Elisabetta