UN CLIMA FAMILIARE. Suor Teresina

Anche se ho 90 anni e tanti problemi di memoria, ricordo ancora molto bene quando a 9 anni sono andata in orfanotrofio a Matelica. Era piccolo, con poche bambine e mi sono trovata bene per il clima familiare.

Lì ho conosciuto le suore della Sacra Famiglia.

Sembra che la malattia abbia guidato i passi della mia consacrazione.

Avevo terminato di frequentare la scuola di infermiera ed il corso di ostetricia ed ero oramai pronta per partire ma improvvisamente è arrivata la visita di un carcinoma.

L’itinerario è cambiato, dopo la cura e la guarigione sono emersi problemi cardiaci e così ho trascorso la mia vita a Firenze e a Roma, nei pensionati universitari.

Ho cercato di accogliere le ragazze con la stessa attenzione e cura con cui avrei svolto altri servizi in altri luoghi della terra e, ne sono stata felice. In tanti modi, piccoli e semplici ho cercato di gettare i semi della presenza bella del Signore nella vita e nella storia delle ragazze che abbiamo accolto.

Era sempre un incontro importante, perché venivano da città lontane, per la prima volta si separavano dalla famiglia ed iniziavano la loro carriera universitaria. Accoglierle, ascoltarle, aspettarle sembrano gesti semplici, ma sono stati strumenti importanti di dono, di vicinanza e di incontro.

Ma per riuscire ad accogliere ed accompagnare bene le ragazze, ho sempre avuto la necessità di poter dedicare tempi prolungati alla preghiera.

Preghiera che mi ha fatto incontrare sempre di più la bellezza e la grandezza della misericordia del Signore.

Quando Gesù accoglie i peccatori, non li rimprovera, lui accoglie chi ha sbagliato e chi ha peccato.

Ecco la misericordia semplice e concreta del Signore.

Pietro, lui sentiva il fascino di Gesù, ma si sentiva anche peccatore: “Signore allontanati da me perché sono peccatore!”. Ecco anche io sono peccatrice e me lo sento molto vicino e non l’allontano.

 “Venite a me voi tutti…” Sono le parole che sgorgano dal suo cuore pieno di amore, amore per noi.

Amore per me.