"Tu mi scruti e mi conosci"…in convivenza!

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“Tu mi scruti e mi conosci”
Esperienza di convivenza in seminario a Faenza per sole donne.

“Chi è la donna più importante della tua vita?” è stata la prima fra le tante domande che hanno caratterizzato questi cinque giorni in seminario all’insegna della femminilità e della fede.
La risposta iniziale è stata unanime: “Chi, se non la mamma?” eppure, dopo giorni e giorni di convivenza, di condivisioni, di incontri, di confronti, di risate, di scoperte mi chiedo se lo scopo non fosse stato quello di arrivare a farci capire che noi stesse, con i nostri limiti, i nostri difetti, le nostre paure, possiamo comunque essere importanti a modo nostro, anche solo per qualcuno.
Sono stati giorni di riflessioni importanti, di condivisione delle piccole cose, come i pasti e i divertimenti, ma anche di dubbi, di pensieri, di pesi. “Non è scontato avere qualcuno con cui parlare di questo” diceva una sera una di noi, e trovo sia profondamente vero. Non è scontato che quindici ragazze di età diverse che non si conoscono abbiano tanta voglia di mettersi in gioco, di abbattere muri, di smussare i propri angoli.
Ogni mattina ci venivano proposte delle letture che presentavano personaggi femminili fra i più disparati: a partire da personaggi biblici, a giornaliste, mogli, scrittrici e via andare, ognuna di loro aveva una storia, un messaggio, un esempio da portare. Durante la sera o il pomeriggio c’era l’occasione di condividere pensieri, idee, domande e perplessità che queste letture ci avevano suscitato.
E’ stato profetico vedere come, con il passare dei giorni, a diventare un grande esempio siano state le compagne stesse di questa avventura, donne che credono nel mettersi in ricerca, che non ignorano l’ascolto, che non temono il parlare agli altri delle loro idee. Ho trovato importante avere delle compagne con cui poter camminare, troppo spesso si rischia di voler andare via da soli, perdendo per strada il gusto della compagnia.
E’ stata un’esperienza di domande, non di risposte e l’ho trovato profondamente positivo. In un mondo in cui vengono proposte mille opzioni diverse fra le risposte a volte è sano sapere che domande bisogna porsi.
Ci sono stati proposti tantissimi esempi, di coraggio, di forza e di scelta, ma di coraggio, di forza e di scelta femminili e questo è molto significativo. “Siate femminili, non femministe” ci hanno detto domenica mattina, a volte si dimentica che il farsi valere non significa il dover essere uguali, ma il portare alta la bandiera della propria diversità essendo consapevoli dei suoi difetti, ma anche dei suoi pregi.
Per cui, un grazie alle mie compagne, un grazie a chi ci ha accompagnate, un grazie per il mio essere donna.

Benedetta Pirini

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