…due punti via!

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L’ anno scorso è partito in sordina ma quest’anno riparte con più forza e desiderio…. Sto parlando del centro educativo che la parrocchia di Modigliana in rete con la cooperativa Kara Bobowski e noi suore della Sacra Famiglia e con il supporto del Comune di Modigliana e della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, sta offrendo gratuitamente ai bambini e ragazzi delle medie di questo paese. Il desiderio condiviso è quello di far sperimentare a ragazzi di diverse culture e religioni la bellezza dello stare insieme, giocare, fare laboratori e studiare. C’ è l’aiuto allo studio come “scusa di fondo” ma il progetto educativo và a toccare proprio quel bisogno forte di integrazione e di costruzione della pace che abita i cuori di tutti e in particolare dei ragazzi.

Tutti i pomeriggi, dal lunedì al venerdì, dalle 14:15 alle 17:15 i ragazzi sanno di poter entrare nei locali della “ex scuola materna delle suorine” e di trovarvi uno spazio e degli adulti solo per loro. In particolare Katia, Dido (Matteo di Domenico), suor Nadia e suor Andrea, ma anche tanti altri volontari che offrono tempo e talenti per loro.

I partecipanti sono una ventina fra ragazzi delle medie e un piccolo gruppo delle elementari che, grazie alla preziosa collaborazione con il Comune, viene accolto e seguito da Alessia, una ragazza impegnata in un progetto di servizio civile.

L’ anno scorso è stata preponderante la partecipazione di ragazzi stranieri e minoritaria quella italiana. Questo è l’aspetto su cui vorremmo lavorare di più quest’anno perché sempre di più possiamo crescere insieme.

L’aiuto che chiediamo a chi può e desidera donarcelo ha tre forme:img_20161019_152825

-tempo e volontariato una volta la settimana, sia per i compiti che per giocare o proporre laboratori;

– preghiera perché in tutto possiamo essere strumenti nelle mani di Dio che è il vero educatore;

– merende o sostegno economico per le merende, i materiali dei laboratori e gli operatori fissi.

Il mercoledì non si fanno i compiti ma ci si sposta al Centro missionario giovanile dove c’è la possibilità di partecipare a laboratori organizzati da chi mette in gioco qualche abilità.

L’ultima sottolineatura la lasciamo per il nome, così particolare: “Punto”, perché serve un punto specifico e preciso per incontrarsi, per camminare e andare incontro all’altro.

“X” perché generalmente è scritta con un puntino sopra, ritraendo così la figura di una persona con le braccia aperte. Questo segno vuole comunicare che al centro di tutta l’opera del “Punto x” c’è la persona e che chi ci spinge ad amare e curare ogni ragazzo che arriva è Colui che ha allargato le sue braccia sulla Croce, per farci stare proprio tutti dentro al suo cuore.

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